Search and Destroy

“Di fatto, non esiste una cosa come l’Amleto di Shakespeare. Se Amleto possiede qualcosa della
definitezza di un’opera d’arte, possiede anche tutta l’oscurità che appartiene alla vita. Vi sono tanti
Amleti quante malinconie.”
Oscar Wilde

 

Secondo passo della trilogia B-Tragedies nata come desiderio di commistione fra linguaggi diversissimi fra loro per altezza poetica nell’alternanza d’ispirazione e spazzatura. Teatro in bassa fedeltà, omaggio alla confusione tipica di chi è cresciuto fra i settanta e gli ottanta amando l’idea del “no future”. Tradimento di ogni tradizione
subita. Un altro Amleto, uno di meno direbbe Carmelo Bene, quasi esistesse un numero finito di possibilità d’interpretazione, ed ogni nuova messa in scena ne sottraesse per sempre una. Si arriverà dunque un giorno alla fine, al punto in cui il principe non rivivrà più, o meglio sarà stanco di essere incarnato, distorto, esaltato, smembrato. Amleto è l’attore, è il teatro. Immaginiamo che non abbia più voglia di recitarsi, immaginiamo che dimentichi il suo ruolo, tutto finirebbe.

Search and destroy inizia dalla fine, dando per scontati gli avvenimenti: che tanto sono sulla bocca di tutti; la storia: che di per se è poco più che una chiacchiera; i personaggi: che verranno solo storpiati; Amleto è costretto ad andare avanti, a ricostruire la propria storia senza riuscirci. Altre sarebbero le attività a cui vorrebbe dedicarsi e non questa, il teatro, ormai divenuta inutile. Vorrebbe scappare o semplicemente starsene a casa, ma è costretto a ripetersi, è chiamato su palco ancora una volta, dal direttore di scena nei panni di uno spettro. La tragedia è tutta sulle spalle, fa tutto da solo, gli altri non si presentano in scena, li intravede dietro le quinte, li invita ad entrare, li interpreta lui stesso. Lui è artefice di tutto, il mondo è dentro di lui, fuori è la rappresentazione del dramma. Lui è “…il ghepardo che morde la strada col cuore gonfio di napalm…il bambino dimenticato dal mondo, quello che cerca e distrugge”.

Non si arriverà a niente, la vendetta del padre verrà chiesta a gran voce, più volte, ma nessuno verrà vendicato, poiché gli atti non cambiano il corso degli eventi, che scorrono e scorreranno sempre, indifferenti ad ogni nostra forma di agitazione.

 

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